Il primo contatto di Gran Master Rene Latosa con le arti marziali Filippine avvenne per mezzo dell'ambiente etnico e culturale in cui viveva. Da ragazzo vedeva le arti marziali durante le celebrazioni dopo la stagione dei raccolti, negli eventi culturali e nel Centro Comunità Filippina a Stockton, California. In questo centro osservava le "vecchie guardie" che si divertivano a combattere con i loro bastoni da passeggio come se fossero delle spade ma con l'aggiunto di reciproci bloccaggi. Da adolescente molti dei suoi amici studiavano Karate. Rene chiese a suo padre si poteva prendere lezioni di Judo o Karate. Suo padre si offrì di insegnare a suo figlio il "jitsu". Ma Rene non credeva che suo padre conoscesse veramente le arti marziali e per un po' lasciò perdere. Ma sua madre gli consigliò di prendere lezioni di autodifesa da un vecchio amico di famiglia, Angel Cabales, dell'Accademia di Escrima di Stockton. La sua prima visita all'Accademia avvenne nel 1968. Rene fu accolto da Angel che teneva una sigaretta in una mano e un bastone di malacca nell'altra. Angel, che conosceva Rene fin da piccolo, gli disse di prendere un bastone e gli dimostrò una veloce tecnica. Da questo momento in avanti, Rene venne rapito da quello che aveva visto e continuò a frequentare e a studiare nell' Accademia per oltre 5 anni.
Il padre di Rene Latosa
All'Accademia di Escrima di Stockton, nel 1968, non esisteva un metodo di allenamento "formale". Il metodo di insegnamento che veniva utilizzato era basato unicamente sulla base del rapporto maestro-allievo. Rene ricorda che l'atmosfera all'Accademia era molto informale, Angel era per lui semplicemente "Angel". Per tutti gli studenti dell'Accademia, il titolo "Gran Maestro" si riferiva ad Angel, e solo a lui. Con grande vantaggio per Rene, durante i suoi primi 5 mesi di lezione, egli fu l'unico di 3 allievi a prsentarsi all'accademia regolarmente. I suoi primi allenamenti, con una media di quattro istruttori - Angel Cabales, Max Sarmiento, Leo Giron e Dentoy Revillar - solo per lui, gli diedero la possibilità di osservare molti stili diversi. Questi quattro maestri giocarono un ruolo fondamentale nella formazione delle linee essenziali del Sistema Latosa- Escrima; comunque l'influenza più significativa fu quellla del padre. In quei tempi Angel non era solito rilasciare gradi o certificati agli studenti dell'Accademia. Semplicemente non esistevano gradi. Si diventava istruttori solo quando Angel diceva che si era pronti per farlo (Rene poi lo divenne con l'approvazione di Angel e Max). Angel diceva sempre che i certificati, le cinture ed i titoli non significano niente se non di ha l'abilità per osstenerli. Imparare dal proprio padre fu molto difficile per Rene. Suo padre era un "guerriero" ed ogni reazione ad una situazione era rivolta al combattimento. Quando Rene chiedeva di potere rivedere un movimento per una seconda volta, egli gli mostrava qualcos'altro. Questo perchè suo padre non usava "tecniche" e due movimenti non potevano mai essere gli stessi. L'ego di Rene giocò un ruolo importante nell'avvicinarlo alle prodezze nelle arti marziali Filippine del padre. Egli infatti stava esercitandosi per una dimostrazione, quando si rese conto che non appariva abbastanza fulmineo ed impressionante quanto avrebbe potuto essere. Allora chiese a suo padre, che stava lavorando in giardino, se aveva voglia di prestarsi come "cavia" per il suo allenamento. Il vecchio Latosa trattenne il suo carattere impetuoso nonostante l'arroganza del figlio. Lo osservò sfoderare le sue tecniche e poi, con un sorriso, gli disse che necessitava di più pratica per migliorare. Il giovane Latosa chiese al padre cosa ne sapeva lui, visto che era solo una cavia. Il padre lasciò i suoi attrezzi da giardino, camminò verso il suo egocentrico figlio e prese in mano un bastone. Rene gli chiese se aveva intenzione di colpirlo in testa, e aggiunse che se quella era la sua intenzione doveva stare attento, tanto era sicuro della sua velocità e delle sue abilità tecniche. Invece con voce calma, il vecchio Latosa chiese a Rene di provare a colpirlo. Ci fu qualche esitazione da parte sua, perchè Rene temeva che, se avesse sferrato il colpo troppo forte, avrebbe potuto ferire suo padre. Allora decise di poirtare un colpo lento. Ma prima ancora di rendersene conto, suo padre l'aveva già colpito con il bastone alla testa. "Deve essere stato un caso". pensò Rene, a questo punto partì con un secondo colpo, più forte e più veloce. Ma il risultato fu lo stesso: la testa del giovane era stata colpita dall' arma del padre. Allora, con furia e determinazione, Rene rivolse un altro attacco, con forza, velocità e muovendosi di scatto contro il padre. ma così facendo diede la possibilità al suo bersagio di spostarsi, di portarsi in una posizione vantaggiosa e di colpire il figlio fra il collo e le spallle, facendolo rovinare a terra. Suo padre si allontanà ridendo e ritornò ad occuparsi del giardino. La madre di Rene uscì di casa, gridò contro il padre ed andò a consolare il povero figlio con l'ego scalfito dalla batosta. Rene passò diverso tempo a chiedersi il perchè di quello che era accaduto. Egli era convinto che con le sue abilità tecniche nessuno avrebbe mai potuto batterlo. Allora suo padre lo prese da parte e gli raccontoò del suo duro e pericoloso passato e gli fece capire quanto ancora avesse da imparare. L'atteggiamento di Rene verso le Arti Marziali Filippine cambiò subito. La prima cosa che accantonò furono il suo egocentrismo e la sua arroganza. Il vecchio Latosa iniziò ad insegnare al figlio i punti pià delicati ed i concetti fondamentali del combattimento, le armi che si utilizzano e la filosofia di base. Rene capì così l'importanza dei concetti in relazione alle tecniche.